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Ultimamente ho deciso di condurre una vita più "sana". Lo metto tra virgolette caso mai si trovasse a passare di qui un vegano, assiduo frequentatore della palestra e fautore indefesso della dieta a zona. Non vorrei ritenermi moralmente responsabile di un inspiegabile nonchè fulminante scompenso cardio-circolatorio. Prima di tutto, dopo la bellezza di (quasi) 26 anni all'ombra non di un'ingombrante figura materna, bensì del beneamato ombrellone zebrato, dopo strati innumerevoli e massicci di protezione fattore 60 (altrimenti detto comunemente calcestruzzo), ho finalmente pronunciato il mio sì all'abbronzatura e conseguente sintesi di vitamina D, cedendo agli infausti pronostici di osteomalacia imminente della sorella medichessa dalla carnagione caraibica. Più che altro, in verità, si è trattato di un incidente di percorso attribuibile alla mia scarsissima et lacunosa memoria, specialmente nel fare le valigie, oltre che alla latitudine di Bordeaux in genere poco propizia alle scottature primaverili. Naturalmente, quale occasione migliore per sfoggiare una abbronzatura operaia se non il giorno del matrimonio di amici con un meraviglioso abito dalle scollature vertiginose? Da veterana del total white, da domani diventerò autoabbronzante-addicted. Mai cursus honorum fu più rapido nella storia. In secondo luogo, ho deciso di rimpiazzare, per una volta nella vita (anche perchè secunda non datur), i miei trucchi da due lire con dei cosmetici dall'apparenza più professionale. Devo dire che, a dispetto del collasso del portafoglio, il morale ne ha positivamente risentito, grazie anche al mio commesso 100% gay di cui altrove ho cantato sperticate lodi. Anche in questo caso trattasi più che altro di incidente, ma non sia mai che poi io appaia come la svampita smemorina che non sono. Ah ah ah. Dulcis in fundo, dopo la lettura di un libro illuminante, mi sono resa conto che di tanto in tanto soffro di, seppur lievi, manie di controllo e che spesso mi faccio venire ulcere lancinanti per questioni di rilevanza miscroscopica. Il mio motto, quindi, d'ora in avanti sarà: fate quel cazzo che volete, tanto poi ve la smazzate voi. (Naturalmente questo non vale per le mie bestioline, che sono pregate di svolgere con diligenza le montagne di compiti che assegno, sì, grazie). Ho ancora dei margini di miglioramento sull'orario della nanna, ma, del resto, non posso mica diventare Siddartha tutto d'un botto. Si sa che poi l'invidia....
Dopo tutto sarebbe ora. (Benchè eminenti storiomani predichino ancora un limbo di 100 anni). In fondo nel 1789 le masse erano analfabetignoranti e non c'era interdet. Eppure ce l'hanno fatta: qualche mese, un bel pamphlet e zac, deposto il re, Assemblea Costituente, Pallacorda, palle in canna e via. Ecco, proprio ora vorrei le barricate. Prendiamo il Viminale, il Quirinale e pure il Campidoglio, alla facciazza delle oche. E poi mano alla ghigliottina, che di teste da far saltare ne conosco un certo numero, così tante che mi risulta persino difficile scegliere da chi cominciare. Sì, okay. Studiare storia mi fa male. La fotografia originale, prima che io la deturpassi irrimediabilmente, era di Tinez
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