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Questa sera, in uno dei miei errabondi camminamenti pre-esame in cui amo spendere e spandere inutilmente un sacco di soldi (benchè pochi ne abbia), finanziando negozi che meriterebbero senza pietà alcuna di fallire nottetempo, subire la damnatio memoriae perpetua ed essere inghiottiti dal ferrigno pavé pavese, ho la malaugurata idea, intorno alle 19.15, di entrare da Max&Co. Decido di ignorare placidamente lo sguardo bovino di puro odio scoccatomi da una delle commesse, già pronta con un piede sulla linea del via a scattare per la chiusura serale, e chiedo se hanno la mia taglia di un vestito dal meraviglioso e serico color ciliegia matura.Con malagrazia mi viene indicato il camerino e messo tra le mani l'abito richiesto. Provo il capo (con estreeeeema caaaaalma e filosofica imperturbabilità): ahimè neppure il colore riesce a compensare l'orribile pince sotto il seno, cucita in modo tale da far assumere sembianze balenesche a chiunque porti una taglia leggermente superiore alla seconda. Siccome le mie sono tutt'altro che misure da manichino, esco commentando l'inappropriatezza della suddetta pince al mio fisico giunonico, chiedendo se eventualmente posso provare l'altro modello, tagliato in modo diverso. Al che la signorina commessa, piccata e seccata per l'ora impropria e per la mia scomoda presenza, giunta a turbare la quotidiana chiusura anticipata di un quarto d'ora, replica: "Guardi che non è il vestito che non va, è che lei è troppo abbondante". Vaaaa beh. Amici cinesi, sabato torno alla vostra bancarella.
Oggi era il giorno delle poesie a memoria. Chiamo il primo nome e l'ingenua fanciulla, con i suoi occhioni nocciola sgranati, mi sussurra: "Oh prof, ma posso tenere sotto il foglio? Sennò non me la ricordo..."
Sono passata da Voghera a Lodi, dal tecnologico all'artistico, da classi di ragazzi che sembravano ancora bimbi a classi di ragazzi che pensano di essere già grandi e, spesso, anche di essere già senza arte nè parte. La mia vita sembra decidersi di settimana in settimana. A volte è un po' stancante.
Questo è un post per sole donne. Uomini, distogliete lo sguardo! (Tanto lo so che al terzo rigo vi sarete già rotti le balle) Or dunque. Vagavo poco fa solinga tra le desolate corsie dell'Esselunga, in preda ad un raptus shopppereccio tardivo (il moroso, destatosi prematuramente [ehi tu, Uomo che sei giunto a questo punto del racconto, io ti avevo avvisato...] dal letargo e impegnato, tra un test e l'altro, nelle pulizie di primavera, mi ha ingiunto di comprargli uno straccio per lustrare il cotto del terrazzo); mi decido alfine, trovandomi casualmente ad aggirarmi nel reparto cometica, ad acquistare qualche aggeggio per porre rimedio alla devastazione delle mie mani. Ed ecco che mi si manifesta questo strumentino da chirurgo sadico, un taglia cuticule dal poetico nome di Titania. Sì, okay, lo so che le cuticole non si tagliano e bisogna ricacciarle coi bastoncini d'arancio, ma le mie pellicine, avvezze come sono ai miei trattamenti, i bastoncini se li magnano a colazione. Ho fatto così la meravigliosa scoperta: non devo più scarnificarmi unnescamente la base delle unghie, è sufficiente passare questo affarino dall'estremità biforcuta! Your care euro 2 e qualche cosa. Giuro che non mi hanno pagato... [se sei di sesso maschile e stai leggendo queste righe i casi sono 3: a. la tua identità sessuale non è esattamente definita b. la cura delle unghie è uno dei tuoi cavalli di battaglia nella conquista della femmina alfa e quindi vuoi padroneggiare ogni trucco, ogni possibile recondito mistero di questa antica arte c. adori a tal punto me, la mia scrittura e il mio blog da tollerare qualunque cazzabubbola pur di goderti ciò che le mie divine dita propinano al prossimo Pregasi indicare la risposta corretta nei commenti. Il vincitore della futura estrazione riceverà direttamente a casa il famoso tagliacuticole autografato dalla sottoscritta.]
I miei alunni ogni tanto mi guardano col capino piegato sulla spalla. Ed io li vedo coi fumetti collettivi: "Abbella, ma chesstàddì?!" Ho scritto alla lavagna: - pantheon (o "phanteon", secondo qualche fantasioso fantasmofilo) - phoinix (che hanno scambiato col Cavaliere dello Zodiaco) - tautologia - rapsodo (che ormai usano con disinvoltura nelle loro quotidiane conversazioni come insulto in codice per non essere ripresi dalla bidella...ops...assistente scolastica) - wanax (dicono faccia molto farmaco antipsicotico, forse era un suggerimento per me che non ho raccolto...) - pa-te (ma con la scrittura sillabica micenea. Per chi indovina cosa vuol dire c'è in palio una lezione gratuita di storia assiro-babilonese) Ho spiegato: - che le crociate così come le conosciamo, con i tizi in tunichetta bianca e le croci rosse, lo scudo a goccia e il papa che tuonò "Dio lo vuole" non sono mai esistite - che il Sacro Romano Impero non è mai esistito (almeno non fino a quando Carlo Magno, i suoi discendenti, i discendenti dei suoi discendenti e così via fino al 1300, erano vivi) - che il Medioevo non è mai esistito Qualcuno ha toccato il banco e il proprio vicino per paura potessi negare l'esistenza pure di quelli...
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+this versionTutte le immagini sono protette da Copyright, oltre che prodotte, ove non meglio specificato, dalla sublime, ineffabile e improrogabile Sottoscritta, Brumetta Brumò. ..:Non solo brumaio:..
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