![]() |
|
I miei buoni propositi si sono notevolmente ridimensionati di pari passo con il diminuire del tempo a mia disposizione per la preparazione del fottutissimo concorso di ingresso alla Silsis. Attualmente l'unica voce di cui constano è: - compiere un miracolo Già, perchè dopo aver piacevolmente trascorso due afosissime ore davanti ad un monitor in compagnia di una segretaria (per mia fortuna simpatica e disponibile, binomio più unico che raro al giorno d'oggi), dettandole innumerevoli volte i titoli dei miei 57 (cinquantasette) esami universitari (titoli per altro inutilmente verbosi: storia del teatro e dello spettacolo medievale e moderno, storia della letteratura ellenistica e dell'età imperiale, esegesi linguistica dei testi letterari greci e latini...al quarto già mi si era seccata la lingua, ed ero diventata verde come l'erba...Ille mi deo par esse videtur), dal momento che il programma sembrava rifiutare con imprevista testardaggine la mia iscrizione...dicevo dopo tutto ciò, la poverella, pensando di farmi dono gradito, mi allunga il programma dell'orale per le classi di mia pertinenza (lo scritto, tanto, è come giocare al Trivial Pursuite..Che marca di spazzolino utilizzava la cugina di secondo grado della seconda moglie di Napoleone per lavarsi la dentiera il sabato mattina?). Ho scoperto, pertanto, che dopo aver poltrito cinque anni sui banchi universitari, traducendo il meno possibile e studiando inverosimili materie collaterali di assai scarso interesse, mi vengono richiesti: 10 (dieci!) opere di letteratura latina + Bucoliche + Georgiche + metà Eneide 10 opere (dieci!) di letteratura greca + 5 libri di Iliade + 5 libri di Odissea Ora, a parte che non vedo perchè Virgilio debba godere di tale statuto privilegiato per cui me lo devo sciroppare quasi per intero, dopo il pomeriggio di shock e la mattina seguente di disillusione, dal momento che tutto ciò in un mese (+ storia dai Sumeri all'altro ieri + geografia [spiegatemi che diavoleria è il cono di deiezione] + letterature varie) costituisce un enciclopedico programma un tantino oltre la mia limitatissima umana portata, ho spulciato i vecchi programmi d'esame e riesumato tutte le opere che ho già studiato negli anni gloriosi, sperando di abbreviare così l'agonia e raggiungere il traguardo agognato della metà dell'impresa. Oggi, ultima domenica d'agosto, con il sole e una piacevole brezza fuori dalla finestra, io mi sollazzavo con gli Zefiri di Titiro e Dafni e quel gran fancazzista di Sileno (Bucoliche, addio). Domani, con la consueta grazia mi barcamenerò tra l'amabile Saffo dagli occhi di viola, Alceo e le pene d'amor perdute di quella lagnosa isterica di Didone (agnosco vetera vestigia flammae). Se sono un po' fuori, abbiate comprensione...Misera Brumetta, desinas ineptire! (Ps: oggi ho visto che qualcuno è capitato sul mio blog con la chiave di ricerca "chi trovasse la mia voglia di studiare". Poverino, è cascato male ma a fagiuolo...) (Messaggio pubblicitario mica tanto subliminale: comprate le mie fate - Diffondete il FataVerbo)
Correva il giorno 2 aprile 2007 quando interrogai la sventurata bestiolina, la mia vittima preferita, a dire il vero, sulla scelta del liceo classico. Oggi, alfine, dopo due mesi di intensa riflessione, dopo aver avuto il coraggio di dirmi, una settimana fa quando ho riesumato l'argomento, che ci aveva pensato illo tempore e poi s'era ovviamente dimenticato quanto cogitato (dopo il kleenex, inauguriamo magno cum gaudio l'era del pensiero usa e getta), è giunta la risposta. Ma siccome sono perfida, ve la lascio indovinare.
Credo che, prima o poi, mi cimenterò anche io in un'opera letteraria dialogica, da tramandare a testimonianza della mia imperitura alienazione rispetto al mondo. Oggi ho interrogato uno dei miei discipuli, le piccole ignare bestioline che vengono in pellegrinaggio a fare ripetizioni di greco e latino. Sono stata di una bontà quasi stucchevole, per i miei canoni. Non l'ho interrogato sui complementi di luogo (che pure successivamente ho verificato non rientrare nel repertorio di biascichii e mormorii grammaticali), nè sui verbi (italiani, ovviamente). Mi sono limitata a domandare, a seguito di una sua inattesa apologia del latino rispetto alla matematica, che cosa in particolare gli renda le lingue classiche gradite. Silenzio e occhi sgranati. "Ma come, non lo sai?", insisto, a questo punto leggermente perplessa. "No", mugola, contorcendosi peggio che davanti ai verbi irregolari. Mi viene l'agghiacciante sospetto che sarebbe meglio finire la versione piuttosto che proseguire l'indagine e, fatto assai più grave, temo che, nonostante tutto, lo pensi anche lui. "Ma non ti fai delle domande?" Sì, lo so, la curiosità mi ucciderà, un giorno. Il mugolio cessa e la bestiolina mi lancia uno sguardo di trionfo per aver condotto il discorso su un campo che, all'apparenza, conosce, se non altro meglio dei complementi. "Beh, io sono io quindi non ho bisogno di farmi delle domande!". Mi gratto l'orecchio, restituisco lo sguardo. In verità mi viene da piangere. "Ah. Sì, certo. E tu, che sei sempre tu, perchè allora non sai che cosa ti piace del greco e del latino?". Silenzio e occhi sgranati. Gli ho dato due compiti, alla fine. Rispondere a questo e ad un nuovo angoscioso interrogativo: perchè le domande sono così fuori moda?
|
+this versionTutte le immagini sono protette da Copyright, oltre che prodotte, ove non meglio specificato, dalla sublime, ineffabile e improrogabile Sottoscritta, Brumetta Brumò. ..:Non solo brumaio:..
ottobre 2008 settembre 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 ..:Chi passa:..*loading* cacciatori di nebbia ..:Ipse dixit:Meglio una brumetta oggi che il diluvio domani Archivio ragionatobrumatta ..:Trame:..Albicocca Bionda Follow MeCreditsDistribuito da:
Tasteless Wishes testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo testo |